Auguri di Natale 2023

Natale 2023

Scambiamoci ancora gli auguri in occasione di questo Santo Natale, momento di festa, di rinnovato desiderio di adesione alla fede, di necessaria condivisione famigliare e comunitaria.
In uno scenario sociale in cui Cristo è annullato e il Natale prende un significato esclusivamente mondano, cogliamo l’occasione e usiamo di questa assenza per un rinnovato atto di fede, proprio quello che conduce alla salvezza.
Noi cristiani siamo destinatari e depositari di quell’atto dell’attendere e del contemplare che è sostanza della nostra stessa fede. “Lex orandi e lex credendi”.
L’’icona’ che ho scelto quest’anno è un’opera di Luigi Citarella che “raccoglie su un basamento cinquantatre sculturine bianche, lucidissime, tutte uguali: uomini, donne e bambini, ottenuti da soli quattro modelli e ripetuti ossessivamente, come anonimi replicanti. Una folla indistinta, intorno a una partoriente”.

E’ la nuova parabola di una società che vuole omologare secondo nuove ideologie uomini donne e bambini per creare un esercito pronto ai comandi dis-umani di vita e di morte imposti a replicanti non pensanti… Ma qualcosa interrompe la monocroma monotonia di sguardi: c’è una partoriente nel centro della scena e tutta l’attenzione è posta su di lei: quel piccolo gregge indistinto fissa tutta la sua tensione e la sua ansia su quel momento generativo che deve portare la piccola comunità stretta intorno alla donna, alla fruizione del bene, al godimento profondo della vita, alla liberazione dalle tante sue schiavitù .


Chiudiamo gli occhi per un momento e cerchiamo un posto in questo asettico quadro di replicanti: ne facciamo parte? Ne siamo inconsapevoli o accidentali visitatori? Oppure lo osserviamo dall’esterno e/o da una diversa prospettiva?

La consapevolezza del dove siamo è l’inizio della consapevolezza del chi siamo ora e verso dove stiamo viaggiando. Oltre la fissità di quelle figure costrette dentro la rigidità di un sé prigioniero c’è la proposta della partoriente che attrae lo sguardo e compie un miracolo, quello dell’uscita dal sé e l’inizio di un percorso verso l’altro che accolto nella sua vera natura diviene l’Altro per antonomasia: Dio.

Questo percorso non si esaurisce in un avvento, o in un semplice incontro che lo può innescare, è un cammino che, se nella nostra libertà viene intrapreso, ci condurrà al Fine e non alla fine della nostra esistenza: Gesù Cristo.


Allora auguriamoci in questo Santo Natale di trovare il coraggio di uscire dalla nostra zona di confortevole domestica tranquillità e sia per un incontro, un avvenimento, una parola, una persona, possiamo riuscire ad incontrare quell“Altro” che da’ senso e finitezza alla nostra vita, al nostro essere relazione, immagine sacra del Dio Trinità.

don Patrizio Carolini
direttore Istituto Studi e Ricerche di Pastoral Counseling